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contro la violenza
martedì, 15 gennaio 2008

il calcio dalle origini ai giorni nostri.

E' interessante dare uno sguardo all'evoluzione del calcio dalle origini ai giorni nostri.....Il calcio ha origini antichissime, le prime traccie si ritrovano nel gioco cinese Tsu-Chu (palla spinta con il piede) praticato già nel 2600 a.c. Di un passatempo uguale si trovano traccie simili anche nell'antico Giappone dove prendeva il nome di Kemari, venendo giocato con un involucro di cuoio al cui interno c'era una vescica di animale gonfiata.Tracce sporadiche si trovano anche nella Grecia Antica sec. IV a.c. con il nome di "Episciro", anche se non ha mai fatto parte delle manifestazioni rappresentate nelle Olimpiadi; il gioco fu mutuato anche dai Romani venendo chiamato "Arpasto" ed a quanto si sa era molto diffuso presso i legionari, che combattendo in tutta Europa probabilmente lanciaro il seme del gioco in tutto il continente.I legionari dell'antica Roma misero piede anche in Inghilterra e proprio dall'isola britannica verso la fine dell 1200 arrivano notizie ben precise del gioco, ma anche dei primi incidenti che fanno da contorno alle dispute intorno alla palla di gomma o di cuoio gonfiato, arrivarono i primi editti per regolare il gioco ma non fermano l'espandarsi dello stesso: purtroppo negli incidenti in quei ai tempi spesso ci scappava il morto, tant'è che il Re Edoardo II° il 13 Aprile 1314 arriva a proibire il gioco del "large footballs" a Londra e nei luoghi pubblici, finche con Enrico V° si arrivò alla totale messa al bando del gioco nel 1388, con un editto in cui lo definì "sport disonesto, inutile ed ozioso", ma tale gioco seppur molto rude con regole non ben definite dilaga già in Scozia e Francia in diverse varianti, dove in seguito all'editto del Re inglese verrà poi boicottato proprio a causa della sua rudezza.Il gioco aveva già una buona diffusione, tant'è che Shakespeare in "Re Lear" ne fa menzione, facendo pronunciare ad uno dei personaggi la frase "You base foot-ball player" (abietto giocatore di calcio).Nello sviluppo del gioco che tutti noi conosciamo e ci appassioniamo è senz'altro importante il "calcio fiorentino" in praticato già nel XIV° sec. presso la corte dei Medici e che vedeva coinvolti i vari quartieri della Firenze del Rinascimento; venendo riproposto tutt'ora nei costumi del tempo e con le stesse regole.Furono poi secoli dopo gli Stuart a riabilitare il gioco con il pallone in Inghilterra ed a cavallo tra il 18° e 19° secolo il gioco incomincia ad entrare nei primi college inglesi e poi nelle Università, nelle quali incominciano ad essere elaborate le prime regole scritte ma questo non è ancora il foot-ball moderno, in realtà si tratta di un gioco con la palla chiamato "dribbling-game" che sarà l'antenato sia del calcio che del rugby, venendo disputato da due squadre di undici o ventidue elementi nel quale era ammesso anche il gioco con le mani.Una tappa importante è il 1848, al Trinity College di Cambridge si riuniscono giocatori in rappresentanza di diversi istituti per stilare una prima bozza del regolamento del gioco del football dopo una lunga seduta fiume. Nel 1857 viene fondato il primo club di football al mondo lo "Shieffield Club" a cui seguirà il "Notts County" nel 1862.La vera data di nascita di nascita del "Football" nel senso moderno rimane il 23 Ottobre 1863 quando a Londra in Great Queen St. presso la taverna dei Free Masson venne costituita la "English Foot-ball Association" che in quella fatidica data stese il primo codice scritto delle regole del calcio, che furono quasi subito revisionate con l'introduzione dell'off-side nel 1866.Il primo campionato nazionale fu vinto dalla squadra Preston North End che poi nel 1870 fece si che si passò dal dilettantismo al professionismo legalizzato.Nel 1871 c'è la prima coppa d'Inghilterra, mentre è del 1872 il primo incontro internazionale tra Inghilterra e Scozia e la nascita di un club ufficiale fuori dai confini inglesi il "Le Havre Athlètic Club" in Francia.Nel 1876 nasce sempre a Londra l'International Football Association Board, per sovraintendere alle varie modifichedel regolamento e lo stesso organismo nel 1890 introdusse la figura dell'arbitro come giudice unico coadiuvato dai due guardialinee.Il primo record di affluenza di pubblico si fa risalire agli anni 80 del secolo con la finale di Coppa tra Aston Villa e il Preston con 27.000 spettatori.Nel frattempo il gioco si è diffuso un pò ovunque nel mondo in particolare nei paesi che subivano l'influenza dell'allora impero britannico, nel 1891 nacque la Federazione della Nuova Zelanda, Sud Africa 1892, Argentina 1893, Belgio, Cile, Svizzera nel 1895, Germania 1900.Il primo campionato con partite di andata e ritorno e punteggi per la classifica fu naturalmente in Inghilterra nel 1889, a cui poi seguirono Argentina 1893, Francia 1894, Belgio 1895, Olanda e Svizzera 1897.La prima partita ufficiale tra nazionali, fuori dai confini inglesi fu disputata tra Austria e Ungheria il 12 Ottobre 1902, vide la vittoria dei primi per 5-0.La Federation International de Football Association viene fondata, senza gli Inglesi che si sentivano portatori del verbo del calcio e quindi superiori, il 21 Maggio 1904 per iniziativa di Francia, Svizzera, Olanda, Belgio, Svezia, Danimarca, Spagna; nel 1905 l'affiliazione degl'inglesi.La definitiva consacrazione del gioco e della sua diffusione avvenne con le Olimpiadi di Londra del 1908.In Italia i primi cenni del gioco del calcio si hanno già verso il 1880 ma sono per lo più episodi sporadici, legati alla ginnastica ed al gioco del crickett; fu Spensley un commerciante che si muoveva tra l'Inghilterra e Genova che diede l'input definitivo al gioco in Italia e nel 1893 fondò il Genoa Crickett and Football Club, prima vera squadra ufficiale di calcio in Italia. Altra tappa fondamentale fu 1896 quando a Torino il Duca Degli Abruzzi sotto la spinta di Edoardo Bosio rappresentate di commercio appena rientrato da Londra dove aveva constatato la popolarità dello sport vide alcuni incontri del gioco e si appassionò, dando poi vita ad alcune società nell'ex capitale sabauda.Sempre nello stessoanno il 1896 ci fu un primo tentativo di dar vita al campionato italiano di calcio e fu disputa SG Udine-SG Ferrara (2-0), ma non venne ritenuta valida per l'assegnazione del titolo.Il 15 Marzo 1898 a Torino viene fondata la FIGC, il giorno successivo Mario Vicary viene eletto Presidente al termine di una riunione sul modello Costituente presieduta dal conte D'Ovidio nella quale si decise tra l'altro di dare vita al 1°campionato che fu giocato in una sola data l'8 Maggio dello stesso anno tra 4 squadre a Torino: le partecipanti furono l'Internazionale di Torino, F.C. Torinese, Ginnastica di Torino e il Genoa che vinse il primo campionato e dominò la scena per diversi tornei proprio sotto la guida del suo fondatore Spensley che giostrava da portiere.A Milano nel 1910 c'è l'esordio della nazionale italiana che con una maglia bianca il 15 Maggio, affronta all'Arena Civica la Francia in una partita amichevole che termina con una vittoria per 6-2 sui cugini d'oltralpe davanti a oltre 4000 spettatori.Del 1913 è il 1° campionato su base nazionale articolato su due raggrupamenti uno settentrionale ed uno centro-meridionale, vinto in finale dalla Pro Vercelli sulla Lazio per 6-0.Una grave crisi attraversò il movimento calcistico italiano nel 1921 e il 23 Luglio dello stesso anno ci fu una scissione nella FIGC che portò alla nascita della Confederazione Calciatori Italiani e nella stagione 1922 furono assegnati due titoli nazionali alla Novese quello FIGC e alla Pro Vercelli quello CCI, la riappacificazione comunque avvenne prima della fine dell'anno solare e dal campionato del 1923 tornò tutto sotto l'egida della FIGC.Nella stagione 1929-30 il definitivo salto di qualità con il primo campionato a girone unico a 18 squadre.Nel periodo tra il 1934-1938 le due vittorie nel mondiale di calcio, con la vittoria nelle Olimpiadi nel 36, poi il Mundial del 1982.Due Mondiali di calcio organizzati dalla FIGC nel 1934 e nel 1990, come due sono i Campionati Europei organizzati nel 1968 (Vinto) e nel 1980.

postato da: fuocofiamme alle ore 17:58 | link | commenti (1)
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mercoledì, 19 dicembre 2007

Gridiamo"basta alla violenza negli stadi"!!!!

postato da: fuocofiamme alle ore 18:26 | link | commenti (6)
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venerdì, 14 dicembre 2007

Cosa ne pensate del terzo tempo?..

La scorsa domenica, dopo la partita Fiorentina-Inter è successo qualcosa sul campo che ha colpito positivamente sia l'opinione pubblica che i dirigenti del calcio.
I giocatori viola, dopo il fischio finale, non sono corsi subito negli spogliatoi, ma, nonostante la sconfitta, hanno aspettato gli avversari per salutarli e applaudirli.
Un gesto di fair play che raramente si vede sui campi di calcio (mentre avviene di norma nel rugby) e che adesso si vuole estendere a tutto il campionato.
La società viola ha scelto di attuare questa iniziativa nell'ambito del progetto “Viola Fair”, che premierà anche i tifosi che si comportano correttamente sugli spalti.
Senza dubbio un'iniziativa lodevole per contrastare la violenza che troppo spesso caratterizza gli stadi calcistici.
Secondo Giovanna Melandri, Ministro per le Politiche giovanili e le Attività sportive, “ l'iniziativa promossa dalla Fiorentina di sperimentare il 'terzo tempo' al termine del confronto con l'Inter è un atto di fair play bello ed apprezzabile, mutuato da altri sport da moltiplicare e, se possibile, rendere permanente”.
E questa idea (o forse il riscontro positivo che ha avuto a fine giornata) è piaciuta talmente tanto alla Lega Calcio, che è stato deciso di introdurla da gennaio, dopo la pausa natalizia, su tutti i campi di calcio alla fine delle partite, rendendola una cerimonia di chiusura che possa essere un esempio di civiltà per tutti.
Sicuramente il gesto della Fiorentina è piaciuto a tutti, ma la questione si sposta ora su un altro punto: è giusto obbligare le società calcistiche a fare questa “cerimonia” conclusiva oppure dovrebbe essere un gesto spontaneo, scelto liberamente da dirigenti e giocatori delle singole squadre?
In molti infatti si sono espressi positivamente sul gesto, dichiarandosi però contrari all'imposizione.
Bedy Moratti, sorella del presidente dell'Inter, ha così commentato la scelta dei viola: “è stato bello vedere a fine gara i giocatori della Fiorentina attendere i colleghi dell'Inter per stringergli la mano. Ma non credo che una cosa simile possa essere possibile a Milano. A San Siro basta un rigore, una decisione dubbia per scatenare reazioni, mettere in pratica il cerimoniale del terzo tempo come nel rugby diventerebbe complicato”.
Anche Marcello Lippi si dichiara scettico sul rendere questo gesto obbligatorio: “gli applausi verso gli avversari in campo, anche se sono risultati vincitori, devono essere sentiti dalla coscienza di ogni singolo calciatore e non imposti dall'alto”.
E su questa linea si sono schierati molti altri rappresentanti del calcio.
Il tecnico dell'Udinese, Pierpaolo Marino, ha dichiarato: “il 'terzo tempo' è un'iniziativa lodevole. Anche se personalmente preferirei che queste manifestazioni avvenissero in modo spontaneo, senza imposizioni e obblighi”.
Gianluigi Buffon concorda: “ a livello educativo credo sia più che giusto farlo, però sarebbe dovuta essere un'iniziativa spontanea, come domenica a Firenze, e non un'imposizione delle istituzioni”.
Anche Roberto Mancini ritiene che dovrebbe essere una libera scelta, perché “magari uno a fine gara potrebbe essere nervoso perché ha perso e potrebbe farlo contro voglia”.
Delio Rossi, l'allenatore della Lazio, preferirebbe lasciare la libertà di scelta: “non trovo giusto il fatto che venga deciso dall'alto, meglio l'iniziativa dei giocatori, anche di un singolo”.
Mentre sul fronte romanista, Luciano Spalletti si dichiara favorevole: “il terzo tempo obbligatorio? Ottima idea”, perché ritiene che sia essenziale “mandare un bel messaggio di intesa, persuasivo verso chi ci vede”, anche se sottolinea che “bisogna sentirlo dentro”. Però tutto sommato non è contrario all'idea della Lega di renderlo obbligatorio.
E voi cosa ne pensate?
È giusto imporre ai giocatori questo saluto alla fine di una partita oppure in questo modo risulterebbe troppo forzato e perderebbe quella spontaneità che ha contraddistinto la scelta della Fiorentina?4

postato da: fuocofiamme alle ore 17:10 | link | commenti (9)
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lunedì, 10 dicembre 2007

uno sguardo alla violenza...

118954061_8ec6cae421Che la società sia fatta di individui è fatto oggettivamente incontrovertibile. Altrettanto indiscutibile è il fatto che il comportamento all'interno di una società si struttura ed evolve in base alle regole del gruppo di appartenenza tramite regole e comportamenti accettati. Tale strutturazione inizia nella primissima infanzia ed evolve continuamente tagliando trasvesamente la vita dell'individuo tramite la socializzazione. E' tramite questa che vengono trasmessi valori, comportamenti, credenze, tutte come detto riconosciute ed accetate dalla società a cui si appartiene. Le fonti di trasmissione, famiglia, scuola, amici ovvero piccoli gruppi dal grande potere di plasmare il comportamento di un singolo individuo. Quì ha inizio il nostro viaggio. Una interessante tesi universitaria sulla violenza negli stadi, scritta da Marco Giuliani (Università degli Studi di Perugia, 2003-04) propone che l'individuo ultrà, a livello comportamentale, sia condizionato in modo prevalente da tre fattori predominanti: Gruppo di appartenza, mass-media, società. In un contesto fantasmagorico, fatto di colori, emozioni, stati d'animo tutti costantemente scambiati con altre persone del gruppo tifosi, è inevitabile per l'ultrà non finire con l'uniformare comportamenti e modi a quelli propri dell'ambiente in cui esso è immerso. Non solo ma a sua volta eglistesso finisce per divenire parte condizionante. Inizia un gioco di reciproci condizionamenti, fatti di pareri, collere, a volte frustazioni per le sconfitte subite dalla propria squadra. A volte tale circolo vizioso di condizionamenti, amplificati dalla potenza del gruppo, evolve a tal punto di giungere al fanatismo. L'ultrà, quindi segue le solite regole comportamentali dei gruppi, con l'unica differenza d'utilizzare come mezzo d'espressione un oggetto particolarmente complesso:- "il calcio". Complesso perchè al centro di interissi economici statorfericamnte elevati e perchè oggetto sotto osservazione continua da parte dei media che ne hanno fatto in modo esponenziale spettacolizzazione da un lato e oggetto di consumo dall'altro. L'ultrà è quindi un essere singolo immerso in ritualità di massa che lo espongono oltremodo al trascendere limiti comportamentali d'una società a cui finisce di appartenere nell'esatto momento in cui abbraccia quella nuova della "curva", con regole proprie del tutto diverse ma non estranee alle conflittualità ingenerate da un sociale sempre più competitivo. Le regole degli spalti quindi altro non sono che l'ologramma di una tendenza sociale resa manifesta. Tale connotato però denuda il calcio della proprietà di "spettacolo", rivestendolo di nuovi connotati, il tifo non è più goliardia e la violenza fa la sua comparsa. Le cause della violenza negli stadi sono di difficile attribuzione: sono della società i cui giovani non sono altro che lo specchio della violenza quotidiana, dei calciatori che esasperano gli animi dei tifosi con falli e comportamenti scorretti, del calcio diventato un grande business, delle società sportive che concedono agevolazioni sui biglietti ai gruppi ultras (salvo poi dichiarare dopo eventuali incidenti di non aver con essi nessun tipo di rapporto), dei giornalisti che troppo spesso parlano di calcio come se fosse una guerra, una battaglia in cui l’imperativo è vincere per difendere il proprio onore, delle forze dell’ordine che militarizzando gli stadi hanno creato ulteriore tensione o della televisione che ha allontanato dagli stadi le famiglie e le persone “normali”? (Raffaele Nizzero, Università degli Studi di Padova, 1999-00 ). Questione ancora aperta poichè da un punto di vista psicosociale è evidente che ogniuno è attore sociale d'una rappresentazione simbolica che per il proprio ruolo porta avanti su un palcoscenico speciale :"Il campo di calcio". Triste cosa però è sapere che in gioco a volte c'è la vita, che qualunque decisione repressiva si prenda qualcuno ci guadagnerà milioni, sì perchè forse non ci avete ancora pensato ma il tifoso, quello vero, privato della possibilità di seguire dal vivo la propria squadra, sottoscriverà a caro prezzo abbonamenti alle pay-tv pur di placare la propria astinenza da calcio...(è solo un esempio). Qualcuno ci guadagnerà sul serio, ma l'Ultrà lo sa?

postato da: fuocofiamme alle ore 17:57 | link | commenti (2)
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Basta!!!!

Ancora una volta il mondo del calcio italiano e’ squassato da vicende estranee allo sport.La tragedia che scuote l'Italia, che provoca un'ondata di indignazione in tutte le tifoserie, che riaccende il dibattito sia sulle violenze degli ultras sia sugli errori che a volte commettono gli uomini delle forze dell'ordine, e’ l’ uccisione di un tifoso laziale, Gabriele Sandri, di 28 anni, da parte di un agente della Polstrada intervenuto, in un’ area di servizio della A1, vicino Arezzo. per sedare  un accenno di rissa tra sostenitori juventini e laziale.Una morte assurda, "un tragico errore" ammette il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe. Diversa l'opinione di Luigi Conti, legale della famiglia della vittima. Calcio Dopo la morte del tifoso laziale, è stato deciso il rinvio a data da destinarsi della partita Inter-lazio. 
Anche Atalanta-Milan è stata rinviata a data da destinarsi. La decisione è stata presa dal direttore di gara Saccani dopo che gli ultras bergamaschi hanno infranto le protezioni in plexiglass tentando di entrare in campo, perchè non volevano che si continuasse a giocare dopo la tragedia di questa mattina. Federcalcio e Viminale hanno poi deciso di rinviare Roma-Cagliari, che era in programma alle 20,30 all'Olimpico.
Avevamo il campionato più bello del mondo, dicevano, e forse c'è chi lo dice ancora. Ora abbiamo il campionato più violento e razzista, e c'è chi lavora per farlo diventare ancora più violento. Alla folle corsa verso l'abbrutimento stanno partecipando tutti, giocatori e presidenti, tifosi e signori del Palazzo.   Ognuno porta il suo piccolo contributoNon basta l’attacco incessante che da qualche anno il palazzo va conducendo all’organizzazione delle tifoserie più o meno organizzate: quella della repressione violenta e sistematica degli scontri tra bande.
Il nuovo decreto legge contro la violenza negli stadi dovrebbe dare un giro di vite alla situazione proponendo nuove sanzioni a chi provoca azioni violente o a chi espone striscioni razzisti. Peccato che chi fa un illecito parte dal presupposto di non essere beccato, questo non se lo ricorda mai nessuno. Disponepoi partite a porte chiuse per gli stadi non a norma, come se il problema fosse lo stadio. Riduce da dieci a quattro il numero dei biglietti che una singola persona può acquistare. Andrebbe anche bene se si sapesse con certezza a chi vanno tutti i biglietti. Infine, nega l'accesso anche a chi, pur se previsto di biglietto, non ha con sé un documento di identificazione. E a che serve se poi dentro lo stadio non sai più dov'è?
Calcio2
In sostanza, come al solito, non è stato fatto nulla. Si continua a pensare come se il problema fosse lo stadio, fossero le strutture, fossero le sanzioni. Il problema è chi si vuol fare entrare allo stadio, il problema è la mentalità violenta dei violenti che vanno allo stadio e la soluzione non sta in questo decreto legge, ma nello togliere lo stadio ai violenti per darlo a chi vuol vedere del calcio, dello sport, darlo alle famiglie. Bisogna dare lo stadio a chi vuol guardare uno spettacolo sportivo, in particolare basterebbe vendere biglietti solo a chi presenta documento, assegnandogli un posto numerato al quale viene associato il nominativo e dal quale non si deve muovere durante tutta la partita. Obbligodi star seduti al proprio posto, vietati gli striscioni. Avendo così assegnato ad ogni posto numerato un nominativo ed essendo tutto sotto controllo delle telecamere sarebbe possibile identificare chiunque in qualsiasi momento. Per chi non rispetta le regole, negato stadio a vita. Questo basterebbe per dare lo stadio a chi vuol vedere la partita e non a chi ci va a far altro, oltre che rendere il lavoro alle forze dell'ordine più agevole e meno pericoloso. In sostanza, se vogliamo tutelare lo sport, il calcio, e la vita delle persone, va tolto lo stadio ai violenti, va cambiata utenza... o forse a qualcuno serve come valvola di sfogo? E non è vero che a dar prova di principi razzisti, di cori e atteggiamenti rissaioli, di invocazioni a picchiare a più non posso e di esercitazioni in rima baciata dove un insulto non si fa mai mancare a nessuno sia sempre il solito gruppetto di facinorosi che  non avrebbe niente a che vedere con i tifosi veri, come affermano i presidenti, nessuno escluso.  Non è vero.   Sono la maggior parte, sono Curve intere, sono autentiche legioni, ovunque, su tutti i campi d'Italia.   Sono quelli che allo stadio dettano legge - come e’ accaduto a Bergamo e gia’ avvenuto a Roma - impongono cori e parole d'ordine, compattano e guidano, comandano.   Sono gruppi preparati a questo unico scopo. Sono gruppi da guerriglia sportiva.Un intervento importante puo’ essere fatto dai presidenti delle squadre di calcio. Si deve mettere davanti a tutto i valori di una convivenza civile tra uomini di razze diverse, attuare una rottura totale e definitiva con i razzisti e con la violenza che si manifesta a ogni partita. Se necessario si deve giocare a porte chiuse, che tanto non sono più gli incassi dello stadio a determinare i bilanci, condannare giocatori e allenatori che si fanno beccare in flagranza di razzismo o di istigazione alla violenza .  Anzi deve essere stabilito che il primo che sbaglia trova le valigie pronte nello spogliatoio.   Partenza immediata, e senza ritorno.   Calcio_violenza2

postato da: fuocofiamme alle ore 16:03 | link | commenti
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domenica, 09 dicembre 2007

Un vero cecchino

La traiettoria di un tiro perfetto sferrato da un calciatore e la traiettoria altrettanto perfetta di un petardo che colpisce in testa il portiere avversario, le capriole di gioia di un asso del pallone e la carambola di un motorino (!) lanciato dagli spalti dello stadio. Con una didascalia che accompagna ogni coppia di immagini che sottolinea, senza metafore, l'imbecillità di chi va allo stadio per compiere azioni criminali.         
"Imbecilli all'ultimo stadio" è infatti il titolo dello spot "dedicato" ai tifosi violenti, o più semplicemente criminali, che ha realizzato Mediaset in collaborazione con la Polizia di Stato. Lanciato in concomitanza con l'inizio del campionato italiano di calcio, la clip va in onda in tutte le trasmissioni sportive di Italia1 e durante le pause pubblicitarie di Canale5 e Rete4

fotogramma dello spot antiviolenza

 

postato da: fuocofiamme alle ore 20:24 | link | commenti
categorie: contro la violenza

PRANDELLI, Fiorentina pensa ad iniziative contro la violenza

 Il mister Prandelli ha dichiarato che la Fiorentina sta pensando a delle soluzioni per combattere la violenza negli stadi.

Il mister viola non si è sbottonato più di tanto, ma si pensa alla proposta di dedicare il "formaggino" ai bambini delle squadre giovanili e altre interessanti iniziative che li riguardino.

postato da: fuocofiamme alle ore 15:07 | link | commenti
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Giro di vite contro la violenza negli stadi

Il Consiglio dei Ministri nella riunione di oggi ha affrontato il tema della violenza negli stadi. Il tragico evento della morte dell'Ispettore Raciti ha reso infatti necessario intervenire attraverso una energica opera di prevenzione e repressione di comportamenti particolarmente violenti.
Il decreto-legge prevede in particolare che le partite andranno giocate a porte chiuse in quegli impianti che non risultano ancora a norma (anche se è previsto lo snellimento delle procedure per adeguare gli impianti.) mentre sarà vietata la vendita in blocco di biglietti per i tifosi in trasferta.
Il decreto prevede anche pene severe per contrastare il fenomeno della violenza: è prevista la reclusione da uno a quattro anni per chi lancia o utilizza negli stadi o nelle immediate adiacenze razzi, bengala, petardi, fumogeni, bastoni od oggetti contundenti (la pena è aumentata in caso di danni alle persone e di sospensione della partita).
E' inoltre prevista la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 500 a 2000 euro per chi viene trovato in possesso dei predetti mezzi atti a offendere. Per questo genere di delitti inoltre l’ambito della flagranza è ampliato a 48 ore.
Tra le altre misure adottate dal governo vi è l'applicabilità di misure di prevenzione anche a persone indiziate di aver agevolato manifestazioni di violenza; la previsione della pena della reclusione da cinque a quindici anni per il reato di violenza a pubblico ufficiale commesso da gruppi con armi o mezzi atti a offendere; l'inasprimento del divieto per le società sportive di corrispondere agevolazioni a soggetti condannati o ad associazioni di cui fanno parte i medesimi soggetti.
Alte misure di prevenzione sono oggetto di un separato disegno di legge che prevede l’organizzazione di iniziative .per promuovere nelle scuole i valori della cultura sportiva, la redazione di un codice di autoregolamentazione per le trasmissioni televisive e radiofoniche di avvenimenti calcistici e relativi commenti e l’abbassamento a 7.500 spettatori della soglia minima sancita nelle norme di sicurezza.

postato da: fuocofiamme alle ore 15:06 | link | commenti
categorie: contro la violenza
venerdì, 07 dicembre 2007

Tifosi under 14 gratis allo stadio.

Mamme, bambini, famiglie, venite allo stadio e aiutate a rifarlo luogo piacevole, per tutti. Il principale antidoto alla violenza  è far tornare gli stadi un luogo di socialità e aggregazione, un luogo dove è piacevole e facile andare, per tutti. Con la previsione della gratuità per i minori di 14 anni lo si potrà fare concretamente. Riportare le famiglie a vedere le partite è un passo importante".

 

postato da: fuocofiamme alle ore 19:50 | link | commenti (1)
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Lotta alla violenza, il

Era il 1985 quando il mondo del calcio, e l'Inghilterra più di tutti, finì sotto choc per i drammatici fatti dell'Heysel, con le 96 vittime della finale dell'allora Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. Nei momenti di panico che stroncarono la vita di tanti italiani, sia i tifosi che i gruppi di tifo organizzato vennero iscritti nella lista nera della cronaca sportiva, ma anche e soprattutto messo nel mirino della giustizia. L'allora "lady di ferro", premier del paese, Margaret Thatcher, prese una decisione che, forse, sarebbe giusto prendere anche in Italia quest'anno: ritirò tutte le squadre inglesi dalle competizioni internazionali, prima che l'UEFA le squalificasse per un anno (il Liverpool fu bandito per 5 anni). Nonostante il dramma, però, gli inglesi non fermarono il calcio in casa propria: la lotta contro i violenti hooligans fu molto aspra e decisa. Da allora il pubblico è tornato sugli spalti.
Ma "il modello inglese" non si è creato da un giorno all'altro.          

                             

postato da: fuocofiamme alle ore 19:32 | link | commenti
categorie: contro la violenza